Categoria: racconti in forma di poesia

  • racconti in forma di poesia: #4

    4.

    Un mattino glorioso

    irrompe danzando nelle mie finestre.

    La stanza s’imbianca

    di una luce sbilenca, sottile.

    Il letto sembra galleggiare,

    il cuore in petto palpita tranquillo, una volta tanto.

    Nella casa di fronte

    panni stesi ad asciugare oscillano felici

    mentre una donna con le braccia nude

    li appende uno dopo l’altro

    al filo quasi invisibile della mia gioia.

    Magliette, pantaloni e canottiere

    sembrano sorridere, fradici e colorati,

    sulla facciata sdentata degli anni andati,

    dei giorni persi e di quelli rubati,

    dei minuti secchi,

    succhiati da una vita carogna

    e poi sputati fuori sul marciapiede,

    con le ossa rotte.

  • racconti in forma di poesia: #3

    3.

    Stamattina ho fissato i cavi dei lampioni

    fuori dalla mia finestra per qualche tempo.

    Mi ero appena svegliato e avevo deciso

    di alzare la tapparella per godermi la vista.

    Sono due giorni che nevica.

    La neve sui tetti e sulle strade

    fa sembrare tutto più vecchio.

    Non so perché ho la netta sensazione

    di trovarmi in una città del Reich.

    Temo a ogni secondo di veder comparire

    da dietro l’angolo

    un plotone di camicie brune.

    Posso quasi sentire i tacchi dei loro stivali sull’asfalto.

    Mi alzo, mi infilo i jeans e un maglione

    e vado di là per farmi un caffè.

    Anche oggi abbiamo vinto noi.

  • racconti in forma di poesia: #2

    2. Sosta

    Sosta all’autogrill

    sull’autostrada per Milano.

    Un caffè faciliterà il viaggio

    perché il fondo stradale è ghiacciato

    e la notte è più scura del previsto.

    Mi guardi dallo scaffale dei cd in offerta

    mentre faccio lo scontrino.

    Mi guardi e non parliamo.

    Ti guardo e risaliamo in macchina.

  • racconti in forma di poesia: #1

    1.

    Datemi un letto, una stufa e un ventilatore

    in modo da poter stare steso

    sia col freddo che col caldo;

    datemi poi una grossa finestra,

    una di quelle che danno sulle strade trafficate del centro,

    un davanzale comodo, da poterci appoggiare un posacenere

    o una tazza e che non indolenzisca i gomiti,

    e per finire un orologio che segni soltanto le ore,

    perché i minuti non mi interessano.

    Datemi questo e me la passerò abbastanza bene

    perché sono un uomo di poche pretese.