Tag: Katana

  • Katana: ristampa in arrivo

    Katana: ristampa in arrivo

    Katana è l’unico romanzo che ho pubblicato finora. La prima edizione è del 2013, ne è seguita un’altra l’anno successivo. Le copie sono esaurite da tempo, ormai, ma visto che ultimamente ho ricominciato a ricevere qualche richiesta, mi fa piacere renderlo di nuovo disponibile. Sarà una tiratura minima di sole cento copie, che di carta se ne spreca già fin troppa: potete già acquistare la vostra esclusivamente a questo link, le spedizioni inizieranno la prima settimana di maggio.

    Katana è un romanzo scuro, ossessivo, elettrico, urbano. Mentre lo scrivevo, ascoltavo a ripetizione due dischi che di fatto hanno influenzato il ritmo, il suono, la pulsazione della scrittura: Turn on the Bright Lights, degli Interpol e An End Has a Start, degli Editors. È un romanzo che parla del caso e del caos, del ruolo che hanno nelle nostre vite. Parla di eredità e di futuro. Degli sviluppi imprevedibili che possono nascere da un accadimento qualunque e delle sue conseguenze durature. Per la scrittura in sé avevo in mentre tre modelli specifici, tre libri che mi avevano mostrato un modo di scrivere che mi pareva (ed è ancora così) definitivo, necessario, asciutto, tagliente, pericoloso. Ne cito i titoli con un certo imbarazzo – anche solo il desiderio di tentare di avvicinarmi a questi autori mi fa sentire un cretino: Trilogia della città di K, di Agota Kristóf; La strada, di McCarthy; Brucia Troia, di Sandro Veronesi.

    Katana, 142 p., copertina morbida con alette, 18,00 euro + spedizione

  • Miracoli a Milano: qualche novità

    Miracoli a Milano: qualche novità

    Cari amici, raccolgo qui in un post unico alcuni articoli e interviste che sono usciti sui miei microracconti milanesi. Innanzitutto, una cosa divertente: tempo fa avevo scritto una mail a Beppe Severgnini, per parlargli del progetto. Qualche tempo dopo lui ha pubblicato la lettera nel suo blog, Italians, quindi immagino che i racconti gli siano piaciuti (o perlomeno non gli abbiano fatto schifo).

    Poi passiamo a MilanoSurfing, che in questo bell’articolo a firma di Francesca De Pascale scrive cose così:

    La testa affonda nel cellulare e storia dopo storia il miracolo si compie. Il primo miracolo è che sono storie. Piccole storie. Piccole come se qualcuno avesse scattato una foto in una delle stanze in cui Carver ambientava i suoi racconti. Storie piccole e meravigliose come se qualcuno avesse acceso il microfono e avesse registrato dialoghi immaginari tra i personaggi dei quadri di Hopper.
    Il secondo miracolo è che sono pietre preziose da mettere in tasca e portare in silenzio con sé mentre si attraversa la vita anche quando questa ti porta altrove.
    Il terzo miracolo è che sono ambientate a Milano. Negli angoli e lungo le strade che normalmente abitiamo.

    Poi è uscita una breve intervista su NeroSpinto, a cura di Marco Trabucchi:

    Si sente parecchio una vena nostalgica. Pensi che Milano sia una città nostalgica?

    Per alcuni versi sì, o perlomeno la mia Milano lo è, quella che colpisce la mia sensibilità e la mia immaginazione. Il cambiamento nell’umore della città avvenuto negli ultimi anni è evidente, e io sono il primo a esserne ben felice, eppure ci sono alcuni angoli della città che sembrano vibrare e risplendere solo in quelle giornate in cui il cielo è bianco e il sole non riesce a filtrare, oppure in alcune sere invernali, quando la pioggerellina rende lucidi il pavé e i binari del tram e le luci delle macchine e dei semafori sono circondate da un alone indefinito. Ma la mia Milano è anche quella di Marzo, quando il vento spazza il cielo, che si fa di un blu difficile da descrivere, e in fondo a corso Buenos Aires si vedono le Alpi.

    E un’altra intervista, stavolta un po’ più lunga, a cura dell’amico scrittore Roberto Bonfanti, in cui abbiamo parlato anche del mio primo romanzo, Katana, e della mia esperienza con il collettivo dei Piccoli Maestri:

    Negli ultimi mesi hai partecipato anche al progetto “Piccoli maestri”, andando a leggere romanzi classici nelle scuole. Vuoi raccontare qualcosa di quest’esperienza? Che riscontro hai avuto da parte degli studenti?
    Un’esperienza molto appagante. Faticosa per certi versi ma molto appagante. Io propongo “Novecento” di Baricco agli studenti delle medie, un romanzo che mi permette di parlare di alcuni temi che mi stanno a cuore: la musica, l’idea del viaggio, l’oceano, il nostro passato di migranti, l’America, la città, i sogni… Ai ragazzi delle superiori invece propongo “Il giovane Holden” e poi una lettura/concerto su “Furore” di Steinbeck, inframmezzata dalle canzoni di grandi songwriters americani cantate così, senza amplificazione, chitarra in mano, passeggiando per l’aula. La risposta che ottengo di solito è sempre superiore alle aspettative. I ragazzi sono svegli, interessati, curiosi, attenti: sono un patrimonio che andrebbe curato maggiormente, che andrebbe stimolato e messo nelle condizioni di sviluppare il proprio potenziale. In particolare, ho scoperto nelle parole dei ragazzi come Holden sia un personaggio ancora estremamente reale, che tocca questi studenti oggi così come ha toccato me quando l’ho letto la prima volta al liceo. E inoltre, almeno i ragazzi che ho incontrato io, non hanno difficoltà nell’immedesimarsi nelle storie come quella di Steinbeck, in teoria distanti anni luce dal loro vissuto. E questo dice che i veri capolavori sono quelli che continuano a parlare al mondo e del mondo anche decine di anni dopo essere stati scritti, e poi che una buona storia, quando è buona sul serio, travalica i confini dello spazio e del tempo: il cuore dell’esperienza umana, in fondo, è sempre lo stesso, indipendentemente dalle variazioni del contesto in cui viviamo.

    Infine, da qualche settimana i miei miracoli compaiono anche su Sonda.Life, un bel sito di informazione, società e cultura.

    E con questo è tutto. Vi ricordo solo i canali di Miracoli a Milano:

    sito | facebook | twitter

  • Katana recensito su Maxime

    Maxime_Katana“Cantautore con Telecaster, Fabrizio Coppola esordisce su pagina con un romanzo scuro e coinvolgente. Il suo protagonista, o alter ego, o doppio al di là dello specchio, è un eroe contemporaneo che potrebbe vivere benissimo tra i chiaroscuri di Sin City. Integro fino all’ultimo, Michele riesce dove molti migliori di lui hanno fallito: non aumentare la quota di malvagità sul pianeta (salvo episodi sporadici). Proprio per questo, la sua quotidianità è una sfida titanica. E, sì, l’epilogo non delude le aspettativa.” Alberto Motta.

  • 4 marzo: presentazione Katana + live acustico @ Twiggy, Varese

    Dalle ore 20,30, presentazione di Katana in compagnia del direttore di Varese Report, Andrea Giacometti; a seguire, concerto acustico. Qui tutte le info.

  • Katana, il paradosso della solitudine [losthighways.it]

    “Katana è una storia feroce, comune, di solitudine e contrazione, raccontata con uno stile essenziale, diretto e lucido. Opera prima di Fabrizio Coppola (anche cantautore), Katana affascina, pretende l’attenzione del lettore, disturbando e chiamando in causa un meccanismo di identificazione e fratellanza. Michele lo siamo un po’ tutti, di questi tempi. ” Continua a leggere