Categoria: news

  • Waterloo, nei negozi, stampa e showcase

    Cari amici,
    innanzitutto grazie a chi è venuto alla presentazione di sabato scorso: è stata una bella serata, un ottimo inizio per il tour di Waterloo.

    Waterloo è arrivato nei negozi

    Waterloo è arrivato nei negozi e negli store digitali. Su Itunes lo trovate alla modica cifra di 8,99 euro. Nei negozi il prezzo consigliato è di 12,90 euro mentre nello store online di Via Audio lo trovate a 15,00 euro incluse le spese di spedizione.

    Stampa: interviste e recensioni

    Detto questo, vi incollo qui sotto i primi articoli usciti sulla stampa in questi giorni

    Corriere della Sera: intervista
    Lost Highways: intervista | recensione
    Newsic: intervista

    Show case @ Fnac Milano

    Ultima cosa, il prossimo appuntamento è ancora per i milanesi, venerdì 30 settembre alla Fnac di via Palla 7 (angolo via Torino), Milano. Dalle 18.00 faremo uno showcase del disco con intervista condotta da Niccolò Vecchia di Radio Popolare.

    Bene, anche per stavolta è tutto. Alla prossima.

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  • Waterloo: presentazione, streaming e tour

    Cari amici,

    a partire dal 27 settembre troverete Waterloo (Via Audio/Venus) nei negozi di dischi e negli store digitali.

    Il 24, cioè sabato prossimo, faremo la presentazione ufficiale all’Arci Tambourine di Seregno che è una sorta di casa base della mia nuova etichetta (dalle 22.00, ingresso gratuito con tessera arci). Con un po’ di fortuna – cioè se riusciremo a completare il montaggio in tempo – prima del concerto verrà proiettato il video di Respirare lavorare, che abbiamo girato nei giorni scorsi. È un video diverso da tutti quelli che ho girato finora ma non voglio dirvi niente. Ovviamente sabato saranno disponibili le prime copie del disco calde calde di stampa.

    Inoltre, qui sotto potete trovare una videointervista realizzata da Claudio Del Monte nella quale sproloquio un po’ a proposito di questo nuovo disco:

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=_UDWcBG7GW8]

    Mentre sul sito italiano di rollingstone trovate tutto il disco in streaming:

    A questo link le date della prima parte del tour (calendario in via di definizione).

    Per finire vorrei ringraziare tutte le persone che hanno contribuito a vario titolo alla realizzazione di questo disco. Spero vi piaccia.

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  • Ancora vivo, il primo brano estratto da Waterloo

    A questo link sul sito di Via Audio è disponibile in free download Ancora vivo, il primo brano estratto da Waterloo. Il disco sarà pubblicato il 27 settembre.

  • Waterloo: genesi di un disco

    Ho cominciato a scrivere Waterloo nel settembre del 2006. L’estate precedente avevo praticamente concluso il tour di Una vita nuova, testimoniato dal Live alla Casa139 che trovate ancora qui in free download.

    A febbraio del 2007 è partito il tour in solo “Aspetto la bellezza”, che è proseguito fino a dicembre di quell’anno. Nel frattempo ho continuato a scrivere, anche stimolato dall’esperienza del mio primo giro di concerti in solo. È stata un’esperienza molto utile, che mi ha permesso di capire molte cose sulla mia musica e anche sul modo in cui viene percepita dal pubblico. Un lavoro quotidiano di ritocco e di ri-costruzione dei brani per farli funzionare e renderli vivi anche nelle performance in solo.

    Poi da gennaio del 2008 ho ricominciato a dedicarmi alla scrittura. Diverse nuove canzoni avevano già debuttato nei concerti in solo e avevano assunto una forma definita, quando non definitiva.

    Dopo una decina di concerti estivi con una nuova formazione elettrica, a ottobre ho ricominciato a frequentare gli studi di Casamedusa per buttare giù i primi provini dei nuovi brani. A dicembre abbiamo cominciato a registrare, nuovamente in coproduzione artistica con Simone Chivilò. Poi verso la fine di dicembre una domenica pomeriggio ho scritto di getto La stupidità e ho deciso che avrei pubblicato subito un Ep per buttare fuori quella canzone in cui credevo (e credo ancora) molto. L’Ep è uscito per Atelier Sonique, senza preoccuparci di ottenere una distribuzione nei negozi.

    Così da febbraio ero di nuovo in giro per l’Italia a promuovere l’Ep, un giro che è andato avanti fino alla fine dell’anno 2009. Nel 2010 ho terminato le registrazioni di Waterloo, decidendo per la prima volta di occuparmi in prima persona della produzione artistica. Terminato il lavoro, ci è voluto non poco per ottenere una buona situazione discografica, che si è concretizzata con Via Audio verso la fine dell’anno.

    Nel frattempo ci sono state le primarie e la mia campagna a supporto di Stefano Boeri e in seguito la partecipazione a diversi appuntamenti della campagna per Giuliano Pisapia.

    A dicembre, un po’ perché non avevo alcuna voglia di star fermo fino a settembre 2011, data di uscita di Waterloo, un po’ perché era una cosa che avevo sempre voluto fare, ho scritto il disco dei Junkyards, un lavoro che ho composto e arrangiato interamente in una decina di giorni. Registrato in fretta e furia allo studio Jacuzi con Dottori e Lotti, l’8 aprile è uscita l’edizione limitata del disco. Sono seguiti concerti in Italia e all’estero, molto divertimento e grandi soddisfazioni.

    Ora il 27 settembre è vicino, quindi è ora di ricominciare a dedicarmi a Waterloo, che finalmente vedrà la luce.

  • The Junkyards

    [bandcamp album=1077001282  bgcol=FFFFFF linkcol=4285BB size=grande2]

    Ho passato i primi giorni di gennaio in preda a una sorta di febbre creativa (torna quando vuoi cara, non attendo altro) e nel giro di dieci giorni ho scritto un disco in inglese. Era una cosa che avevo in mente da tempo ma, si sa, certe cose non vanno sforzate, bisogna avere pazienza e attendere che si presenti il momento giusto. E tutto è venuto fuori in maniera incredibilmente spontanea: dodici canzoni, una dietro l’altra, tutte scritte di getto, buttate giù velocemente su un blocco di appunti e subito registrate in forma di provini completi. Dieci di queste sono finite nel disco. Di alcune canzoni il mattino dopo non mi ricordavo neanche gli accordi, così riascoltavo le registrazioni e capivo cosa avevo fatto. Ho scelto le dieci migliori (secondo me) e ho pensato a quali sarebbero stati gli uomini adatti per accompagnarmi in questa nuova avventura. Insieme a me nei Junkyards ci sono Marco ‘Ferro’ Ferrara (già al lavoro sui primi dischi di Cristina Donà, attualmente con Giuliano Dottori) al contrabbasso e Paolo Soffientini (NOA, Grandi Animali Marini) alla batteria. I più attenti di voi ricorderanno che Paolo ha suonato i tamburi su La superficie delle cose e per questo mi fa ancora più piacere riaverlo con me in questa nuova avventura. Bentornato Pao. Infine nei live avremo l’apporto di Marco Settanni alla chitarra elettrica.

    recording @ jacuzi studio, milano. foto g.dottori.

    Dopo aver passato qualche giorno con l’idea di fare uscire il disco a nome di Willy The Bone, una sorta di mio alter ego, alla fine ho deciso di utilizzare un nome da band, The Junkyards – Gli sfasciacarrozze –, anche per prendere le distanze da me stesso, cosa di cui mi capita di avvertire la necessità…

    Il disco

    Il titolo è Last Light on Earth – L’ultima luce sulla Terra – e pesca a piene mani da tutta la musica che ho sempre amato ma che non sono riuscito completamente a infilare nei miei dischi: folk, roots, una spruzzata di tex-mex e ritmi messicani, qualche blues urbano, reminiscenze sixties… Posso elencarvi con precisione i dischi che hanno forgiato l’idea, il concept e il suono di questo disco.

    Eels, End Times: una folgorazione. Comprato a dicembre (grazie sempre a Fabio di Psycho Dischi che mi recupera tutti i dischi di cui ho bisogno), è stato veramente la molla che ha fatto scattare tutto. Un moderno bluesman che con infinita ingenuità e onestà ci racconta la sua vita con ciò che la sua sensibilità gli permette di usare – chitarre, piano elettrico, percussioni e una voce da rizzare i peli sulle braccia. Verso preferito del disco: “She locked herself in the bathroom again / So I am pissing in the yard” (Si è di nuovo chiusa a chiave in bagno / così sto pisciando in giardino).

    The Low Anthem, Oh My God, Charlie Darwin. Melodie celestiali e strumentazione d’inizio secolo. Lo dico sempre: per andare avanti bisogna guardarsi alle spalle.

    Tom Waits, Mule Variations. Oltre a contenere uno dei miei pezzi preferiti in assoluto – Hold On – questo disco è stato il mio manuale per arrivare a una scomposizione dei ritmi classici del r’n’r: la regola dice che sul 2 e sul 4 devi avere il rullante. Ecco, in questo disco sul 2 e sul 4 troverete quasi qualsiasi cosa, eccetto un rullante.

    BRMC, Howl. Grandissimo disco, grandissimi suoni. In particolare l’impasto di chitarre acustiche e batteria raggiunge in queste registrazioni un picco di assoluto valore. Inoltre l’idea di usare quasi sempre il timpano come pezzo portante del drumming – una cosa che ovviamente non hanno inventato loro, penso ai Velvet Underground per esempio – l’ho ripescata da lì. In questo disco le batterie sono sempre essenziali e brutali, come dovrebbero sempre essere in un disco di r’n’r’.

    Oltre a questi troverete reminiscenze sparse di Oh mercy di Dylan, Tunnel of love di Springsteen, un pizzico di blues rurale.

    Fireworks over Chicago, il primo video:

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=stetRWQXM8U]