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  • non è un regalo di natale | Lungo i viali alt. free download

    L’altro giorno ero in studio e in una pausa tra una take e l’altra mi sono messo a spulciare tra gli archivi delle varie registrazioni degli ultimi anni e ho trovato una versione acustica di Lungo i viali registrata nel 2007. è la versione del tour in solo acustico, mi ero completamente dimenticato di averla registrata. Così, ho pensato di mettervela a disposizione – ma, badate bene, NON è un regalo di natale, intesi? L’mp3 resterà online fino al 31|12, io ve l’ho detto, quindi poi non lamentatevi. Buon ascolto

    Lungo i viali alt

    Registrato e mixato da Paolo Perego e Francesco Campanozzi @ Casamedusa, Milano, 2007.

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  • Due parole su La stupidità

    1. Di cosa parliamo quando parliamo di Stupidità

    Ho scritto “La stupidità” di getto, una domenica pomeriggio poco prima di Natale. Nel giro di mezz’ora era tutta lì, con il testo e la musica come potete sentirli. Era già da un po’ che volevo scrivere un brano del genere, una specie di blues urbano contemporaneo ma non trovavo le parole giuste.
    Poi le parole sono arrivate, tutte insieme, come accade solo raramente. E sono il frutto dell’amarezza, del dolore e della rabbia per quello che sta succedendo nel nostro paese da un anno a questa parte.
    Due episodi su tutti mi hanno particolarmente colpito: l’omicidio di Abba e il pestaggio di Emmanuel Bonsu. Il primo ad opera di due privati cittadini, il secondo perpetrato da agenti della Polizia Municipale di Parma. E, oltre a questi episodi specifici, il generale clima di intolleranza, di paura e di razzismo generato da una larga parte dei media.
    Quando ho deciso di girare un videoclip del brano non avevo in mente di dedicarlo alla memoria di Abba. L’idea mi è venuta parlando dello script con Angelo Camba, il regista. Il video non è ispirato alla vicenda di Abba, anche se racconta una storia simile. Grazie a un amico giornalista del Corriere della Sera mi sono messo in contatto con la famiglia di Abba e ho ottenuto il loro consenso all’operazione, senza il quale non se ne sarebbe fatto nulla.

    2. Quello che andava fatto

    Il mio corpo dondola insieme al vagone mentre il treno si dirige verso Cimiano. Cimiano è dove la linea due viene fuori dal sottosuolo in un panorama spettrale di palazzi grigi anni settanta.
    Venti minuti fa ero a casa mia. Bevevo un bicchiere di vino con il mio regista e discutevamo dello script. Ora sono qui in metropolitana, con il mio Mac che ha dentro i suoi gangli il brano, e Adiaratou, la sorella di Abba, che mi aspetta alla fermata di Cernusco sul Naviglio.
    Il vagone puzza e scricchiola. Appoggio la nuca al finestrino, chiudo gli occhi e vorrei cancellare tutto questo in un solo istante. Sono in ritardo. Adiaratou mi chiama. Rispondo. Mi scuso. Dico che sto arrivando.
    Poco dopo, sono in un centro sociale a Cernusco sul naviglio. Non c’ero mai stato prima da queste parti.
    Sono nel mezzo della riunione del comitato per Abba. Questi ragazzi sono belli. Sono gli amici di Abba, che abitava proprio qui a Cernusco. Si riuniscono una volta a settimana.
    Mi presento. Faccio una battuta per rompere la tensione. Spiego velocemente il pezzo – per quanto si possa farlo a parole – poi dico che la cosa migliore è ascoltarlo.
    Partono la cassa e gli hand-claps. Osservo i piedi dei ragazzi mentre tengono il tempo. Il pezzo non è ancora finito che un ragazzino di fronte a me, con negli occhi una dolcezza che non è di questo mondo, mi dice: “Sarò felice di ascoltare ancora questa canzone”.
    Ok, la mia cosa è finita. Oppure è solo iniziata.

    In un momento di silenzio della discussione mi alzo, prendo la mia giacca di pelle dalla sedia dove l’avevo lasciata entrando, e saluto i ragazzi.
    Mi avvicino alla madre di Abba per stringerle la mano, sperando che questo gesto riesca a far trapelare tutte le cose che non sono in grado di dirle. “Grazie signora” – le dico. Lei mi guarda soltanto, senza dire nulla, ma il suo sguardo vale più di qualsiasi parola.
    È un attimo e sono in strada. Cernusco è deserta. Torno a piedi alla metropolitana.
    Mentre aspetto il treno, fumo una sigaretta. Il fumo si alza verso il cielo. Guardo le volute leggere che si muovono verso l’alto. Arriva il treno. Salgo a bordo con l’unico pensiero di mangiare qualcosa appena arrivo a casa – oggi ho saltato sia pranzo che cena.
    Il mattino dopo trovo una telefonata di Adiaratou sul cellulare. La chiamo subito. Mi spiega che mi aveva chiamato la sera prima, dopo il nostro incontro. Era dispiaciuta di non avermi riaccompagnato a Milano in macchina. Voleva sapere se il viaggio di ritorno in metropolitana era andato bene.

    Qualche giorno dopo io e Angelo siamo andati in via Zuretti per fare delle riprese sul luogo dove si sono svolti i fatti. I muri sono pieni di scritte per Abba. Un modo per ricordare quello che è successo. Ogni tanto vengono cancellate, e puntualmente vengono rifatte. Va avanti così da un po’.
    Eravamo lì con una piccola camera a mano; dopo un po’ si è avvicinato un tale per chiedermi cosa stavamo facendo. Un tipo robusto, sulla cinquantina. Gli ho spiegato brevemente senza scendere nei dettagli. Lui mi ha risposto che sì certo, il ragazzo è morto, ma comunque non va bene imbrattare i muri delle case, che sono proprietà privata.

    3. Il futuro non è scritto

    Una partitella di calcio tra bambini in un parco milanese. Mi fermo a guardare il gioco, è più forte di me. Come nelle illustrazioni di Sempé per Le Petit Nicolas di Goscinny, la partita si risolve in interminabili mischie a centrocampo, con gambe, braccia e piedi che mulinano in tutte le direzioni.
    Poco lontano da me ci sono una bambina bionda e suo padre.

    “Papà, sai che quello è un mio compagno di classe?”
    “Quale?”, chiede il padre.
    “Quello con la maglietta rossa”, risponde la bambina, indicando l’unico ragazzino di colore della partita.
    Quello con la maglietta rossa.

  • Fare qualcosa che serva

    La notte di mercoledì 25 febbraio ignoti sono entrati nella sede del circolo Arci La Locomotiva di Osnago (LC) presso la Stazione scardinando la porta d’ingresso e rubando soldi e materiale di consumo, provocando danni alla struttura del bar e alle attrezzature per alcune migliaia di euro.
    La valutazione dei fatti al momento esclude una matrice di genere politico.

    Il Circolo è attivo dal 2002, molti di voi lo conosceranno anche per l’assidua e interessante programmazione musicale che offrono settimanalmente.

    A fronte dell’accaduto il consiglio direttivo ha indetto una sottoscrizione straordinaria: potete partecipare facendo un versamento (IBAN: IT04W0521651650000000030060 con causale: “noi andiamo avanti” oppure rivolgendovi all’ufficio allo 039 9520131).

    Con una piccola cifra potete aiutare una realtà come questa a restare in piedi – e di questi tempi non è cosa da poco.

  • Cari amici,

    mentre il mondo della musica lancia segnali contrastanti (gli After a Sanremo e Iva Zanicchi che si candida a rubare il posto alla cantante di PopPorno) da queste parti si continua a lavorare alla conquista del mondo – bisogna pensare in grande, questo lo sapete anche voi.

    Quindi, qui accanto trovate il calendario – aggiornato a oggi alle ore 18:47 – del tour che accompagnerà l’uscita dell’EP La stupidità. Prendete nota e ci si vede in giro.

    Inoltre, stiamo ultimando il montaggio del videoclip, che sarà finito probabilmente in settimana.

    Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare tutti i coraggiosi che si sono presentati sul set domenica scorsa e hanno impreziosito il girato con la loro stolida presenza: grazie.

    Per chi non l’avesse ancora fatto ricordo sempre che La stupidità è in download gratuito sul sito.

    A questo proposito è necessario fare una precisazione: mi sono arrivate voci di persone che, dopo aver premuto il tasto free download, si sono fatte spaventare dal fatto che si accede a un carrello virtuale: avete ragione, è un carrello virtuale, ma se controllate bene nel campo del
    prezzo c’è scritto 0 (zero) e sotto c’è la scritta free checkout: quindi, state tranquilli, è gratis, ma proprio gratis gratis.