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    Heartland

    HEARTLAND, IL NUOVO DISCO DI FABRIZIO COPPOLA

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    Live: Heartland verrà presentato dal vivo il 26 febbraio al Biko, Milano: acquista qui i biglietti

    Si intitola Heartland il nuovo disco di Fabrizio Coppola, pubblicato da Musica Distesa e disponibile su tutte le piattaforme dal 27 gennaio.
    Prodotto da Giuliano Dottori e con Diego Galeri alla batteria, Heartland arriva a ben dodici anni dall’ultimo lavoro discografico di Coppola (Waterloo, Via Audio/Venus, 2011); contiene dieci canzoni che vanno a comporre un lavoro denso e compatto con testi aperti e personali come mai prima.
    Heartland è un disco sulla perdita, sull’abbandono, sulla fine delle cose e sulla forza da ritrovare, sul senso da grattare via dall’esistenza che – accade a tutti –, può farsi un deserto rabbioso o una distesa d’acqua immobile che sembrano impossibili da superare. E allo stesso tempo è un disco sulla luce, sull’azione come generatrice di senso, sul cammino da compiere qualunque sia la direzione scelta, sulla fiducia e sulla responsabilità personale. 

    Dal punto di vista sonoro, anche per questo nuovo capitolo discografico Coppola guarda all’America, ispirandosi ai lavori più recenti di artisti come Sharon Van Etten, War On Drugs, The National.
    “Nei miei dischi precedenti mi sembra di aver esplorato in profondità il suono del rock classico americano, dall’approccio quasi garage del mio debutto, La superficie delle cose, passando per il suono largo e classico di Una vita nuova e fino alle atmosfere tese ed elettriche di Waterloo – e mi piace citare anche la parentesi super folk del progetto Junkyards. Adesso avevo voglia di mescolare un po’ le carte e riprendere anche i suoni che mi hanno accompagnato nell’adolescenza, come per esempio le batterie elettroniche e i sintetizzatori. Quando ho portato a Giuliano Dottori i provini che avevo realizzato negli anni precedenti per cercare di mettere a fuoco il suono che avevo in mente, sapevo che sarebbe stato l’uomo giusto per dare vita e realtà alle mie visioni. E così è stato.” 

    Il disco uscirà insieme a un libro che raccoglie racconti, storie, poesie (oltre ai testi delle canzoni di Heartland), tutti figli della stessa ispirazione che ha condotto alla scrittura dei brani. La presentazione dal vivo è fissata a Milano, al Biko, per il 26 febbraio prossimo, quando Coppola salirà sul palco accompagnato da una band di quattro elementi: Giuliano Dottori, Paolo Perego, Marco Ferrara e Marco Confalonieri.

    Fabrizio Coppola, Heartland

    Label: Musica Distesa
    Produzione artistica: Giuliano Dottori
    Registrato da Giuliano Dottori presso Jacuzi Studio, Milano
    Mix: Raffaele Stefani
    Mastering: Giovanni Meniak

    Fabrizio Coppola, voce, chitarre acustiche ed elettriche, piano, organo, synth
    Giuliano Dottori, chitarre acustiche ed elettriche, basso, piano, organo, synth, backing vocals, programmazioni
    Diego Galeri: batteria 
    Sara Spadini: violino
    Zeno Dottori: percussioni
    Testi e musiche di Fabrizio Coppola

    Tracklist

    1. Tutto questo blu
    2. Lettera a C.
    3. Roma Raccordo Anulare
    4. Io che vado a fondo
    5. Più forte di me
    6. Dove sei tu
    7. Meno di pochissimo
    8. Dove va l’amore?
    9. Elegia per la Strada del Tuono
    10. La versione migliore di me

    IL DISCO, BRANO PER BRANO NELLE PAROLE DI FABRIZIO

    Tutto questo blu

    Quando anche l’ultimo aereo avrà solcato questo cielo 
    Mi vedrai camminare, camminare, camminare da te

    Scritta di getto un pomeriggio, strimpellando la chitarra elettrica con un sacco di delay. È un pezzo profondamente personale a cui sono davvero molto legato. Sembra avere diversi legami con l’attualità degli ultimi anni anche se risale ad anni fa – prima delle città deserte, prima della guerra in Europa, prima della crisi economica. È una ballata elettrica avvolgente, un tappeto di synth che si aggiungono l’uno all’altro fino al crescendo finale in cui la musica sovrasta volutamente l’ultima promessa del protagonista.

    Lettera a C

    Ma è tutto il mondo intorno o siamo noi
    A essere diversi, perduti e vinti?

    Una canzone sull’amicizia, sulle sfide dell’età adulta, sulle scelte e sui rimpianti. “Lettera a C” è un brano pop dall’andamento classico, con la voce che si dispiega su un tappeto di synth, le chitarre e le voci che aggrediscono i ritornelli e la salda batteria di Diego Galeri a sostenerlo.

    Roma Raccordo Anulare

    Precipito in strada proiettile senza una meta
    Frequenza cardiaca alterata in accelerazione

    Ci ho messo dieci anni a scriverla, poi in studio con Dottori su suo suggerimento abbiamo rimescolato un po’ la struttura ed è venuto fuori secondo me uno degli episodi più riusciti del disco. C’è un riff di chitarra un po’ anni Novanta da cui è nato tutto cui si aggiungono i synth e la batteria dal suono volutamente rétro, come in tutto il disco, a creare un paesaggio sonoro perfetto per raccontare la corsa notturna in auto di un uomo in fuga da qualcosa da cui in realtà non riesce a fuggire.

    Io che vado a fondo

    Passerai un’altra notte a chiederti piangendo, ma dov’è che stiamo andando? 

    Probabilmente l’arrangiamento più sofisticato del disco per un brano inquieto e dolente sulle domande che è difficile farsi anche quando non possono più essere rimandate. Pianoforte e voce in primo piano prima del break in cui di nuovo un impasto di elettriche e synth sposta l’atmosfera della canzone, che si chiude poi con un riff di piano sospeso e dilatato.

    Più forte di me

    Con le mani o senza mani si cade
    Tu resta in piedi, sui tuoi piedi
    Non mollare

    Una confessione, un’ammissione di debolezza. Ma anche un’esortazione, una preghiera. Per citare alcuni versi di Patrizia Cavalli: C’era un modo sicuro per disinnescarmi: / tenermi tra le braccia e tanti baci, / baci e carezze e carezze e baci […]. Un valzer sghembo che si snoda su un tappeto di chitarre elettriche e synth, la voce in primo piano a cantare di cose difficili da dire. 

    Dove sei tu

    E adesso dove sei tu è dove con me non saresti stata mai
    E dove sono io è dove insieme non saremmo arrivati

    Scritta in un pomeriggio d’agosto, di getto, insieme a “La versione migliore di me”, è uno degli episodi più ritmati del disco. Uno sfogo a briglie sciolte, una presa di coscienza cantata a piena voce.

    Meno di pochissimo

    Non c’è niente da rifare, è solo un gioco, è un gioco
    Non c’è niente da imparare, ma sai precipitare? Sai non farti male? 

    Una storia non molto dissimile da quella di “Roma Raccordo Anulare” con un personaggio alle prese con ciò che resta dopo che l’ondata di marea si è ritirata. Un paesaggio in frantumi, dentro e fuori, da cui non si può far altro che ripartire. Dal punto di vista sonoro “Meno di pochissimo” forse è l’episodio più classico del disco per sonorità e costruzione, con acustiche, elettriche, organo e la batteria di Diego Galeri che portano al ritornello melodico e malinconico.

    Dove va l’amore?

    L’han visto illuminare la fine di settembre
    L’han visto rifiorire sulle labbra e poi svanire

    L’ombra incancellabile del Dylan di Oh, Mercy aleggia su questo pezzo. Una lunga ballata dal forte impianto ritmico che nel ritornello si apre in un coro quasi gospel. Assistere alla fine delle cose e chiedersi come sia potuto accadere. Cercare risposte, avanzare ipotesi, giocare con la memoria. Per poi ripartire dall’inizio, pronti per una nuova promessa.

    Elegia per la Strada del Tuono

    Quando il cielo si fa rosso a respirare non ci riesco
    Sono un cane senza l’osso, acqua asciutta dentro un fosso

    È un po’ come entrare a casa di una coppia di sconosciuti, mettersi a sedere e trovare sul tavolino basso di fronte al divano un album di foto. Lo apriamo e iniziamo a scorrere le immagini una dopo l’altra. Ho scritto questo brano più di dieci anni fa e a differenza di altri contenuti in Heartland non l’ho mai suonato dal vivo. Probabilmente è la canzone più personale che abbia mai scritto.

    La versione migliore di me

    Conta pure su di me
    Scacceremo il male che c’è

    Sapevo che a un certo punto avrei scritto una canzone su mia figlia. Cinque anni di attesa, poi un pomeriggio di fine agosto è venuta fuori questa: quasi una filastrocca sulla responsabilità, sul prendersi cura, sulla tenerezza. Mi è sembrato il modo più limpido e luminoso per chiudere Heartland.

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    Heartland verrà presentato dal vivo il 26 febbraio al Biko, Milano: acquista qui i biglietti

    Biografia

    Fabrizio Coppola (Milano, 1974) è un cantautore con cinque dischi all’attivo. Da La superficie delle cose(2003) fino a Waterloo (2011) e includendo il progetto parallelo in inglese dei Junkyards (Last Light on Earth, 2011), ha esplorato a fondo il suono e la scrittura di ispirazione americana, tenendo concerti in Italia, Francia, Germania e Svizzera. Con testi lirici che affrontano l’esperienza umana nel suo complesso, dalle tematiche intime e personali a quelle di sfondo sociale, dai lavori di Fabrizio Coppola emerge sempre un’umanità in lotta, magari dolente e ferita, ma mai intenzionata a sventolare la bandiera bianca.

    Ha scritto e interpreta dal vivo due spettacoli in cui mescola le sue due passioni principali, vale a dire la musica e la letteratura: American Life: Carver/Springsteen (diventato anche un podcast per Radio Popolare) e La vita segreta delle canzoni d’amore, su Nick Cave, le sue poesie e le riflessioni sulla scrittura e sulla vita contenute nella sua produzione libraria.

    Attivo in campo editoriale come traduttore e editor (nel 2018 ha fondato lo studio editoriale Carta), dà vita da cinque anni a Percorsi Americani, un corso di lettura sulla letteratura d’oltreoceano ed è autore e conduttore di Giocare col fuoco, contenitore radiofonico di musica e letteratura in onda ogni domenica dalle 14:30 alle 15:30 su Radio Popolare.

  • Tutto questo blu

    Tutto questo blu

    Si intitola “Tutto questo blu” il nuovo singolo di Fabrizio Coppola, disponibile su tutte le piattaforme dal 9 dicembre. Si ascolta qui.

    Il brano è il secondo estratto dal nuovo album del songwriter milanese, Heartland, con la produzione artistica di Giuliano Dottori e che vede la partecipazione di Diego Galeri alla batteria. Il disco, che arriva a undici anni dall’ultimo lavoro discografico di Coppola (Waterloo, ViaAudio/Venus, 2011), conterrà dieci canzoni e verrà pubblicato all’inizio del 2023 dalla label Musica Distesa. 

    “Tutto questo blu rappresenta il cuore pulsante del disco. È il brano intorno al quale ha preso vita il progetto nella mia testa, la scintilla da cui è nato tutto. Anche se l’ho scritto dieci anni fa, risuona con il presente in un modo tutto particolare e anche imprevisto: quando l’ho composto non sapevo come sarebbe stato il mondo nel momento in cui la canzone sarebbe stata pubblicata. È una canzone d’amore, ma anche un atto di resistenza, un manifesto.” 

    Cantata con una voce potente e fragile al tempo stesso, “Tutto questo blu” è una ballata larga, caratterizzata dal suono dei sintetizzatori analogici che si sovrappongono strato dopo strato, fino all’emozionante crescendo finale. Si ascolta qui.

    Per sostenere la produzione del disco è stato lanciato un crowdfunding: c’è ancora una settimana per partecipare e assicurarsi una copia di Heartland (disponibile in formato cd + libro) e scegliere tra le altre ricompense. Tutte le informazioni qui.

  • Heartland: il crowdfunding

    Heartland: il crowdfunding

    Pubblicare un nuovo album dopo undici anni di silenzio è un po’ come debuttare di nuovo, una seconda possibilità, l’occasione di riprendere un discorso che non è stato interrotto ma portato avanti in silenzio in tutti questi anni. E devo ammettere che sono emozionato come un ragazzino.

    Prodotto da Giuliano Dottori, Heartland conterrà undici canzoni caratterizzate da un suono che apre una nuova fase del mio percorso artistico.

    Nei miei dischi precedenti mi sembra di aver esplorato in profondità il suono del rock classico americano, dall’approccio quasi garage del mio debutto, La superficie delle cose, passando per il suono largo e classico di Una vita nuova e fino alle atmosfere tese ed elettriche di Waterloo – e mi piace citare anche la parentesi folk e roots del progetto Junkyards. Adesso avevo voglia di mescolare un po’ le carte e riprendere anche i suoni che mi hanno accompagnato nell’adolescenza, come ad esempio le batterie elettroniche e i sintetizzatori. E Giuliano Dottori era la persona giusta per dare vita al suono che avevo in mente.

    Heartland, la cui tematica principale sono le relazioni, verrà pubblicato nel formato cd + libro: in tutti questi anni infatti ho scritto un sacco di cose (racconti, poesie, testi di carattere personale) nate dalla stessa ispirazione che anima queste canzoni, così ho pensato che riunirle in un libro da allegare al cd fosse la cosa più sensata da fare per illustrare il progetto Heartland in tutte le sue sfaccettature.

    Su questa pagina avete la possibilità di sostenerci nella produzione del disco, scegliendo tra le ricompense elencate qui accanto, che riceverete direttamente a casa quando il lavoro sarà finito. Oltre a Heartland, ci trovate anche le mie precedenti produzioni e un paio di iniziative e pacchetti speciali. Nel video qui in alto vi racconto tutto in maniera più esaustiva.

    Sono sicuro che con il vostro aiuto, la vostra partecipazione e il vostro sostegno, riusciremo insieme a dar vita a questo nuovo capitolo della storia che ho iniziato a raccontare quasi vent’anni fa. E non vedo l’ora di salire su un palco per potervi cantare queste canzoni guardandovi finalmente negli occhi.

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    Grazie

    FC

  • Roma Raccordo Anulare

    Roma Raccordo Anulare

    IL NUOVO SINGOLO DI FABRIZIO COPPOLA

    Ascoltalo qui: https://bfan.link/roma-raccordo-anulare

    Si intitola “Roma Raccordo Anulare” il nuovo singolo di Fabrizio Coppola, disponibile su tutte le piattaforme dal 19 settembre.

    Il brano è il primo estratto dal nuovo album del songwriter milanese, Heartland, con la produzione artistica di Giuliano Dottori e che vede la partecipazione di Diego Galeri alla batteria. Il disco, che arriva a undici anni dall’ultimo lavoro discografico di Coppola (Waterloo, ViaAudio/Venus, 2011), conterrà undici canzoni e verrà pubblicato alla fine del 2022 dalla label Musica Distesa. 

    Anche per questo nuovo album Fabrizio Coppola guarda all’America, ispirandosi ai lavori più recenti di artisti quali Sharon Van Etten, War On Drugs, National.

    “Nei miei dischi precedenti mi sembra di aver esplorato in profondità il suono del rock classico americano, dall’approccio quasi garage del mio debutto, La superficie delle cose, passando per il suono largo e classico di Una vita nuova e fino alle atmosfere tese ed elettriche di Waterloo – e mi piace citare anche la parentesi super folk del progetto Junkyards. Adesso avevo voglia di mescolare un po’ le carte e riprendere anche i suoni che mi hanno accompagnato nell’adolescenza, come ad esempio le batterie elettroniche e i sintetizzatori. E Giuliano Dottori era la persona giusta per dare vita al suono che avevo in mente.” 

    “Roma Raccordo Anulare”, un uptempo su una corsa notturna in auto e un personaggio in fuga da qualcosa da cui non riesce a fuggire, in questo senso è una canzone manifesto, in grado di illustrare sia il suono generale del nuovo album, sia le sue tematiche principali, vale a dire le relazioni.

    Roma Raccordo Anulare: il testo

    Precipito in strada proiettile senza una meta
    frequenza cardiaca alterata in accelerazione
    c’è una luce che fa male, vorrei precipitare fino a te

    Brucio semafori Roma Raccordo Anulare
    i palazzi scompaiono riesco a vedere anche il mare
    non ho più voglia di star male, io vorrei rotolare fino a te

    Acceleratore portami a dormire o lasciami marcire, lasciami morire
    io non voglio più aspettare niente, più ricominciare niente, 
    più volere niente, più ricostruire niente

    Tre del mattino il silenzio che pulsa è un tamburo
    il cuore è un giocattolo a molla che sbatte sul muro
    c’è una luce che fa male, vorrei precipitare fino a te

    Io non voglio più aspettare niente, più ricostruire niente, 
    più volere niente, c’è una luce che fa male, vorrei precipitare fino a te
    io non voglio più aspettare niente, più ricominciare niente, 
    più volere niente, più ricostruire niente
    c’è una luce che fa male, vorrei precipitare fino a te

  • Katana: ristampa in arrivo

    Katana: ristampa in arrivo

    Katana è l’unico romanzo che ho pubblicato finora. La prima edizione è del 2013, ne è seguita un’altra l’anno successivo. Le copie sono esaurite da tempo, ormai, ma visto che ultimamente ho ricominciato a ricevere qualche richiesta, mi fa piacere renderlo di nuovo disponibile. Sarà una tiratura minima di sole cento copie, che di carta se ne spreca già fin troppa: potete già acquistare la vostra esclusivamente a questo link, le spedizioni inizieranno la prima settimana di maggio.

    Katana è un romanzo scuro, ossessivo, elettrico, urbano. Mentre lo scrivevo, ascoltavo a ripetizione due dischi che di fatto hanno influenzato il ritmo, il suono, la pulsazione della scrittura: Turn on the Bright Lights, degli Interpol e An End Has a Start, degli Editors. È un romanzo che parla del caso e del caos, del ruolo che hanno nelle nostre vite. Parla di eredità e di futuro. Degli sviluppi imprevedibili che possono nascere da un accadimento qualunque e delle sue conseguenze durature. Per la scrittura in sé avevo in mentre tre modelli specifici, tre libri che mi avevano mostrato un modo di scrivere che mi pareva (ed è ancora così) definitivo, necessario, asciutto, tagliente, pericoloso. Ne cito i titoli con un certo imbarazzo – anche solo il desiderio di tentare di avvicinarmi a questi autori mi fa sentire un cretino: Trilogia della città di K, di Agota Kristóf; La strada, di McCarthy; Brucia Troia, di Sandro Veronesi.

    Katana, 142 p., copertina morbida con alette, 18,00 euro + spedizione

  • Dieci anni di Waterloo

    Dieci anni di Waterloo

    Fabrizio Coppola torna sul palco del Bellezza per festeggiare i dieci anni dall’uscita del suo ultimo disco, Waterloo (ViaAudio/Venus, 2011). Sarà come un riassunto live della sua carriera (quattro dischi in studio, uno dal vivo, oltre all’avventura in inglese dei Junkyards), prima di rientrare in studio per registrare un nuovo album, assieme all’amico e collaboratore Giuliano Dottori nelle vesti di produttore artistico. Da poco impegnato sulle frequenze di Radio Popolare in Giocare col fuoco, appuntamento domenicale dedicato alla musica e alla letteratura, i suoi due più grandi amori, sul palco del Bellezza Fabrizio Coppola ricostruirà il mondo a cui si era ispirato nella scrittura dei brani di Waterloo (Da La ballata dell’uomoformica a La mia rovina, da L’altalena a La stupidità) anche con racconti, letture e qualche cover.

    Ph. Simona Paleari

    Prevendite consigliate

  • Giocare col fuoco @ Radio Popolare

    Giocare col fuoco @ Radio Popolare

    Giocare col fuoco sbarca su Radio Popolare, in onda ogni domenica dalle 14:30 alle 15:30 e poi disponibile in podcast.

    Un contenitore di musica e letteratura senza alcuna preclusione di genere, né musicale né letterario. Ci muoveremo seguendo i percorsi segreti che legano le opere l’una all’altra, come a unire una serie di puntini immaginari su una mappa del tesoro. Memoir e saggi, fiction e non fiction, poesia (moltissima poesia), musica classica, folk, pop e r’n’r, mescolati insieme per provare a rimettere a fuoco la centralità dell’esperienza umana e del racconto che siamo in grado di farne.

    Info e archivio delle puntate

    foto Simona Paleari

  • Traduzioni: Breve storia del sangue, Rose George, Codice Edizioni 2020

    Traduzioni: Breve storia del sangue, Rose George, Codice Edizioni 2020

    Tra l’estate e l’autunno dell’anno scorso ho tradotto questa corposa Breve storia del sangue, di Rose George. Ho imparato un sacco di cose che non sapevo, alcune divertenti, altre meno, tutte di grande interesse. L’autrice ci porta in giro per il mondo e nella storia, dai salassi alle sanguisughe, dalla lotta all’AIDS alla nascita nei vari paesi della raccolta di sangue donato dai volontari, una pratica nata in Europa durante la Seconda guerra mondiale. Magnifica, per così dire, in questo capitolo la descrizione del sistema USA, dove i donatori vengono pagati e gli investitori privati impiantano centri per la donazione nelle periferie più svantaggiate, per vampirizzare, è proprio il caso di dirlo, le fasce più povere della popolazione, che tra l’altro hanno da offrire un sangue di qualità molto bassa, causa malnutrizione, malattie, tossicodipendenza: il capitalismo, bellezza. Si parla poi molto di mestruazioni (orrore!), del costo degli assorbenti nel mondo che continuiamo a ritenere civilizzato e delle pratiche di esclusione sociale che colpiscono le giovani donne non solo nel terzo mondo. Ma uno dei capitoli che ho trovato più affascinanti e significativi è quello su Arunachalam Muruganantham, un visionario indiano che si è inventato un macchinario per la produzione di assorbenti igienici a basso costo e per questo ovviamente all’inizio è stato ostracizzato dalla propria comunità. Un libro di grande interesse, scritto con una prosa scorrevole e coinvolgente da un’autrice inglese che unisce allo sguardo e all’acume sociale una sensibilità umana profonda che cattura il lettore fino all’ultima pagina. Non compratelo su amazon. Qui la scheda sul sito dell’editore.


  • Giocare col fuoco: una newsletter

    Giocare col fuoco: una newsletter

    Cari amici, da qualche settimana ho inaugurato una newsletter in cui sto riversando parte del materiale che ho accumulato nell’ultima decina d’anni: poesie, microracconti, storie assortite. Ha cadenza settimanale e si legge qui, dove potete anche iscrivervi.

    E inoltre ho anche creato un canale Telegram dedicato, per diversi motivi. Il primo, perché mi piace l’idea di umanizzare al massimo i nostri rapporti digitali. Dopo il toccarsi e lo sfiorarsi, credo che l’atto più intimo possibile sia proprio quello di ascoltare la voce di qualcuno. E questo l’ho capito durante lo scorso lockdown, quando sentire una voce mi dava un conforto superiore rispetto a un semplice messaggio di testo. Secondo motivo, leggere è una cosa, ascoltare è un’altra, che implica un atteggiamento mentale del tutto diverso. Ascoltare ad esempio un audiolibro è un’esperienza del tutto diversa rispetto al leggerlo. Infine, terzo motivo, perlomeno in questo modo potrò usare telegram in modo sensato, che fino ad ora non è stata altro che una raccolta di notifiche inutili, tipo Antongiulio si è unito a Telegram. Ecco tutto, il link è questo, se volete. Le letture non avranno una cadenza regolare e non rispecchieranno necessariamente i contenuti della newsletter.

  • Percorsi Americani

    Percorsi Americani

    Iniziano stasera con Uomini e topi di Steinbeck i miei Percorsi Americani alla Scatola Lilla di Cristina di Canio.

    Fabrizio Coppola ci porta a spasso nella letteratura americana, tra capolavori del passato e testi più recenti, senza bussola e senza direzione, procedendo a zig zag, con escursioni in avanti, ritorni improvvisi, scarti di lato, sopra, sotto… Otto libri per otto serate in cui leggere, commentare e confrontarsi su opere note e meno note, cercando di individuare quel (o quei) filone sotterraneo che anima segretamente tutta la letteratura nordamericana.

    Titoli
    Uomini e topi, John Steinbeck (Bompiani, trad. Michele Mari)
    Canada, Richard Ford (Feltrinelli, trad. Vincenzo Mantovani)
    Moon Palace, Paul Auster (Einaudi, trad. Mario Biondi)
    Nelle vene dell’America, William Carlos Williams (Adelphi, trad. Aldo Rosselli, Rodolfo Wilcock)
    Strade blu, William Least Heat Moon (Einaudi, trad. Igor Legati)
    Ragioni per vivere, Amy Hempel (Mondadori, poi SEM, trad. Silvia Pareschi)
    Tra me e il mondo, Ta-Nehisi Coates (Codice Edizioni, trad. Chiara Stangalino)
    Ottavo incontro (titolo a sopresa)

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