Categoria: musica

  • DANCING IN THE DARK

    Bruce Springsteen cantato e raccontato da Fabrizio Coppola

    È un viaggio emozionante nelle canzoni di Springsteen, quello in cui ci conduce Fabrizio Coppola. Dalla fatica e le speranze della working class alle ceneri del sogno americano; dalle lunghe corse in macchina e la ricerca di un senso negli sconfinati spazi della provincia, alla natura misteriosa dell’amore; dalle lotte sociali e la visione di una società più giusta, al r’n’r come liberazione collettiva e strumento di denuncia e cambiamento sociale. 

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  • LA MIA INTERVISTA A FRANCISCO CANTÚ SUL MANIFESTO

    Sul manifesto del 18 febbraio scorso è uscita la mia intervista a Francisco Cantú, autore di Solo un fiume a separarci, che ho tradotto per minimum fax qualche anno fa. Se ve la siete persa, potete leggerla qui.

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  • L’ultimo concerto dell’anno

    L’ultimo concerto dell’anno

    Domani con Nelle vene dell’America da Specie di Spazi qui a Milano si conclude la mia attività live di quest’anno. Diciotto concerti, in solo, con la band, su Heartland e sui miei diversi progetti paralleli, incluse le serate di Giocare col fuoco live da Germi. Penso due cose: la prima, non male dopo circa dieci anni di assenza dalle scene – sono cambiate molte cose, la maggior parte dei promoter con cui lavoravo hanno mollato per età, stanchezza, covid, difficoltà varie; la seconda: l’anno prossimo vorrei farne almeno il doppio – invecchio ma la scimmia di stare sul palco non mi passa, anzi, sembra peggiorare. E così giovedì sera per me sarà una piccola festa condurvi in un viaggio nell’America del Novecento, con canzoni, racconti, storie, poesie, un po’ di politica, come sempre, e la solita voglia di stare tra la gente. Il posto è davvero speciale, atmosfera super intima, si potrà bere e mangiare, insomma non mancherà nulla. Quindi per il momento grazie a chi ha partecipato a uno dei concerti, grazie a chi li ha organizzati, a chi mi ha ospitato, a chi mi ha accolto e messo nelle condizioni di fare bene il mio lavoro. Per domani sera è obbligatoria la prenotazione, seguendo questo link.

  • Giocare col fuoco live – Speciale Nebraska

    Giocare col fuoco live – Speciale Nebraska

    Il prossimo appuntamento di Giocare col fuoco live sarà dedicato a Nebraska, il disco a mio parere più letterario di Springsteen. Registrato in casa su un quattro piste Tascam, è un album minimale, spettrale, diviso tra storie e ricordi personali e uno sguardo impietoso sul mondo. Appoggiandosi a un tessuto musicale scarno e a composizioni dalla struttura elementare, Springsteen ci conduce in una sua personale Spoon River ambientata nei sobborghi delle città industriali d’America. Queste storie, insieme ai rimandi ai fatti di cronaca e alla cultura popolare, compongono un affresco feroce della vita reale sullo sfondo del sogno americano. Vi canterò queste canzoni e racconterò questi personaggi nel modo più onesto possibile. 

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  • Percorsi Americani 2023/23

    Percorsi Americani 2023/23

    • L’anno del pensiero magico, Joan Didion – 4/12 online, 5/12 dal vivo
    • Luce d’agosto, William Faulkner – 29 e 30/1
    • Un brav’uomo è difficile da trovare, Flannery O’Connor – 26 e 27/2
    • Il lamento di Portnoy, Philip Roth – 25 e 26/3
    • Amatissima, Toni Morrison – 22 e 23/4
    • Olive Kitteridge, Elizabeth Strout – 20 e 21/5
    • Dieci dicembre, George Saunders – 17 e 18/6

    Informazioni pratiche

    Partiamo dalle info pratiche, per chi non ha mai partecipato. Gli incontri, online e dal vivo, hanno la durata di circa due ore. Nella prima parte presenterò l’opera, inquadrandola nel periodo storico e nel percorso artistico dell’autore, analizzandone stile, trama e gli elementi più significativi e mettendola in relazione ad altre opere attinenti – libri/film/dischi, ecc. Nella seconda parte darò la parola a voi, per sentire le vostre impressioni personali: è in questo momento che diventa evidente il senso dei miei Percorsi Americani: la condivisione, lo scambio, il confronto sono fin dalla prima edizione il vero sale che anima i nostri incontri e che in definitiva spinge le persone a partecipare – oltre, ovviamente, all’amore per la letteratura.

    Il clima è assolutamente informale e disteso, e ogni anno all’interno del gruppo si formano amicizie e conoscenze che poi superano i confini del corso stesso. Ovviamente è consigliabile aver letto il libro, ma non ci sono regole tassative: la lettura del libro non è un “compito a casa” e nessuno vi “sgriderà” se non lo avrete letto tutto. 

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    I titoli di quest’anno

    Nell’Anno del pensiero magico, il suo lavoro più noto e più amato, Joan Didion si affida ai suoi strumenti di reporter per immergersi nel dolore derivante dalla scomparsa del marito, lo scrittore John Gregory Dunne, e condurre un’analisi sul senso della perdita. “L’anno del pensiero magico è un libro che ci racconta il modo in cui le persone cercano di trovare un senso all’insensatezza e come in qualche modo riescono ad andare avanti; un ritratto indelebile della perdita e del lutto” (Michiko Kakutani, The New York Times).

    Luce d’agostoWilliam Faulkner. La moltiplicazione dei punti di vista, l’adozione di tecniche innovative come il flusso di coscienza e i salti temporali, la cura meticolosa del linguaggio e dello stile, hanno fatto di Faulkner uno dei grandi padri della letteratura americana. Vincitore del Nobel nel 1949 e del Pulitzer nel 1962, in questo romanzo l’autore sceglie invece “una lingua che sa di orale e antica semplicità per restituirci il senso di una narrazione epica, dove passato e presente, verità e menzogna, tragedia e commedia convivono… Non ci sono parole sufficienti per dare a Faulkner quel che è di Faulkner. Se mai esiste un paradiso dei lettori, di sicuro è Luce d’agosto” (Tommaso Pincio).

    Un brav’uomo è difficile da trovare, di Flannery O’Connor. Capostipite di quello che sarebbe stato definito Gotico Sudista, l’autrice ci offre in questa raccolta di racconti una carrellata di personaggi tragici e comici al tempo stesso che prendono vita grazie a una scrittura tagliente e impietosa come poche altre. “Dal momento in cui si legge Flannery, non si è più in grado di vedere il mondo come prima” (Antonio Spadaro,Repubblica).

    Il lamento di Portnoy, l’incredibile opera di Philip Roth che lo ha reso celebre, insieme a un corpus che non ha eguali nella storia della letteratura. Nevrotico, ossessionato dal sesso, dalla madre e dalla cultura ebraica da cui proviene, Portnoy alla fine non vorrebbe ottenere altro che una banale, ordinaria normalità. “Pagine intense e incisive, scene comiche e satiriche, linguaggio e immagini incredibilmente audaci… Una fetta indimenticabile di vita americana contemporanea” (Fernanda Pivano).

    Amatissima, di Tony Morrison. Premio Pulitzer nel 1988 e Nobel nel 1993, l’autrice afroamericana ci dona un romanzo maestoso e di straordinaria intensità sulla schiavitù, l’amore materno, il peso e il senso della storia. “Amatissima è a prima vista un romanzo sul rapporto tra madre e figlia […] Capofila in una generazione di testi femminili contemporanei, affronta questo rapporto nell’ottica della madre, svelando le pulsioni più profonde, distruttive a autodistruttive di una maternità che le circostanze rendono estrema, e forse per questo rappresentativa” (dalla prefazione di Alessandro Portelli).

    Olive Kitteridge, di Elizabeth Strout. Siamo a Crosby, nel Maine, un piccolo villaggio affacciato sull’Atlantico. Qui un’insegnante in pensione, Olive Kitteridge, sembra conoscere ogni segreto nascosto nei cuori degli abitanti della piccola comunità e le loro storie, che costituiscono un affresco profondo, sfaccettato e impietosamente onesto della condizione umana. “Olive Kitteridge sembra destinato a raccogliere la stessa popolarità di romanzi leggendari come Via col vento di Margaret Mitchell, Il vecchio e il mare di Hemingway, Furore di Steinbeck e Amatissima di Tony Morrison” (Alessandra Farkas, Corriere della Sera).

    Dieci di dicembreGeorge Saunders. Autore di romanzi, raccolte di racconti e saggi, Saunders è riconosciuto come una delle voci più influenti della narattiva americana contemporanea. Secondo Jennifer Egan, in questa raccolta di racconti “Saunders si dimostra più sovversivo, spassoso ed emotivamente penetrante che mai. Pochi scrittori possono coprire una simile gamma di aggettivi, ma Saunders è un talento davvero unico”.

    Dove, come, quando e quanto

    Gli incontri online si terranno online, su Zoom, il lunedì dalle 19:30.

    Gli incontri dal vivo, il martedì, sempre dalle 19:30. Quest’anno la nostra casa sarà Un locale palco / cucina, Piazza Napoli 30/2, qui a Milano.

    Il costo: i Percorsi Americani giungono quest’anno alla quinta edizione, e il costo non è mai variato. Ogni appuntamento, online o dal vivo, costa 15 euro; l’intero corso costa 100 euro. La cifra è piuttosto contenuta, per scelta: sono assolutamente consapevole del valore del mio lavoro, ma credo che la cultura – come l’arte in genere e le occasioni di confronto – debba essere sempre economicamente accessibile: solo così può rappresentare uno dei pilastri di una società giusta. La prenotazione è obbligatoria.

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    Sweet Dreams

    Oltre a questo, mi piacerebbe portare i miei Percorsi Americani anche nei luoghi di lavoro, quindi se sei un imprenditore illuminato e vuoi offrire ai tuoi dipendenti/collaboratori l’esperienza di un gruppo di lettura, contattami che studierò una proposta ad hoc sulle tue esigenze specifiche.

    Poi, se ci sono dei librai all’ascolto che apprezzano il progetto e vogliono ospitarlo, sarei molto lieto di portarlo anche fuori città.

    E infine, come più volte annunciato, nel 2024 vorrei davvero riuscire a proporvi anche un minipercorso di poesia, magari un corso breve di tre appuntamenti, giusto per iniziare, che di poesia a mio parere ne abbiamo sempre più bisogno.

    Un’ultimissima cosa: storicamente, i partecipanti al mio corso sono per l’80% donne. Cosa che mi va benissimo, tra l’altro. Però ecco, uomini là fuori, forza, non abbiate paura, la letteratura non vi mangerà (non sempre, perlomeno).

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  • Live di Novembre

    Sarà un piacere enorme tornare al Tambourine di Seregno, locale storico della scena indipendente, dove ho suonato un sacco di volte e ho visto decine di concerti. Ci tornerò con il mio Heartland, che sto portando in giro sempre con una certa emozione.

    Così come è una bella soddisfazione essere stato invitato a far parte del programma di BookCity 2023 – e se non conoscete la biblioteca di Rozzano approfittatene perché è un posto bellissimo: una vecchia cascina con i suoi due corpi di fabbrica, totalmente ristrutturati, in mezzo a un bel parco. Uno di quei posti che quando ti ci ritrovi, ti dici: “Ce ne vorrebbero di più di posti come questo.” Qui farò un concerto in solo con ampio spazio alle letture da Heartland.

    L’ultimo appuntamento del mese è con Giocare col fuoco live, sempre da Germi, questa volta dedicato al capolavoro acustico di Springsteen. Giocare col fuoco live è la versione dal vivo della mia trasmissione radiofonica su Radio Popolare, che registriamo una volta al mese nel locale di via Cicco Simonetta. La prima puntata la potete ascoltare qui.

    Se non l’avete ancora fatto, potete iscrivervi alla mia newsletter

  • Live @ Radio Popolare

    Live @ Radio Popolare

    La registrazione della puntata di Live Pop, con la conduzione di Niccolò Vecchia dall’auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare è già in streaming. Potete ascoltarla qui.

  • Heartland

    Heartland

    HEARTLAND, IL NUOVO DISCO DI FABRIZIO COPPOLA

    Ascolta: Spotify | Apple Music | YouTube | Tidal | Deezer | Amazon

    Acquista: Heartland (libro + cd, solo libro o solo cd)

    Live: Heartland verrà presentato dal vivo il 26 febbraio al Biko, Milano: acquista qui i biglietti

    Si intitola Heartland il nuovo disco di Fabrizio Coppola, pubblicato da Musica Distesa e disponibile su tutte le piattaforme dal 27 gennaio.
    Prodotto da Giuliano Dottori e con Diego Galeri alla batteria, Heartland arriva a ben dodici anni dall’ultimo lavoro discografico di Coppola (Waterloo, Via Audio/Venus, 2011); contiene dieci canzoni che vanno a comporre un lavoro denso e compatto con testi aperti e personali come mai prima.
    Heartland è un disco sulla perdita, sull’abbandono, sulla fine delle cose e sulla forza da ritrovare, sul senso da grattare via dall’esistenza che – accade a tutti –, può farsi un deserto rabbioso o una distesa d’acqua immobile che sembrano impossibili da superare. E allo stesso tempo è un disco sulla luce, sull’azione come generatrice di senso, sul cammino da compiere qualunque sia la direzione scelta, sulla fiducia e sulla responsabilità personale. 

    Dal punto di vista sonoro, anche per questo nuovo capitolo discografico Coppola guarda all’America, ispirandosi ai lavori più recenti di artisti come Sharon Van Etten, War On Drugs, The National.
    “Nei miei dischi precedenti mi sembra di aver esplorato in profondità il suono del rock classico americano, dall’approccio quasi garage del mio debutto, La superficie delle cose, passando per il suono largo e classico di Una vita nuova e fino alle atmosfere tese ed elettriche di Waterloo – e mi piace citare anche la parentesi super folk del progetto Junkyards. Adesso avevo voglia di mescolare un po’ le carte e riprendere anche i suoni che mi hanno accompagnato nell’adolescenza, come per esempio le batterie elettroniche e i sintetizzatori. Quando ho portato a Giuliano Dottori i provini che avevo realizzato negli anni precedenti per cercare di mettere a fuoco il suono che avevo in mente, sapevo che sarebbe stato l’uomo giusto per dare vita e realtà alle mie visioni. E così è stato.” 

    Il disco uscirà insieme a un libro che raccoglie racconti, storie, poesie (oltre ai testi delle canzoni di Heartland), tutti figli della stessa ispirazione che ha condotto alla scrittura dei brani. La presentazione dal vivo è fissata a Milano, al Biko, per il 26 febbraio prossimo, quando Coppola salirà sul palco accompagnato da una band di quattro elementi: Giuliano Dottori, Paolo Perego, Marco Ferrara e Marco Confalonieri.

    Fabrizio Coppola, Heartland

    Label: Musica Distesa
    Produzione artistica: Giuliano Dottori
    Registrato da Giuliano Dottori presso Jacuzi Studio, Milano
    Mix: Raffaele Stefani
    Mastering: Giovanni Meniak

    Fabrizio Coppola, voce, chitarre acustiche ed elettriche, piano, organo, synth
    Giuliano Dottori, chitarre acustiche ed elettriche, basso, piano, organo, synth, backing vocals, programmazioni
    Diego Galeri: batteria 
    Sara Spadini: violino
    Zeno Dottori: percussioni
    Testi e musiche di Fabrizio Coppola

    Tracklist

    1. Tutto questo blu
    2. Lettera a C.
    3. Roma Raccordo Anulare
    4. Io che vado a fondo
    5. Più forte di me
    6. Dove sei tu
    7. Meno di pochissimo
    8. Dove va l’amore?
    9. Elegia per la Strada del Tuono
    10. La versione migliore di me

    IL DISCO, BRANO PER BRANO NELLE PAROLE DI FABRIZIO

    Tutto questo blu

    Quando anche l’ultimo aereo avrà solcato questo cielo 
    Mi vedrai camminare, camminare, camminare da te

    Scritta di getto un pomeriggio, strimpellando la chitarra elettrica con un sacco di delay. È un pezzo profondamente personale a cui sono davvero molto legato. Sembra avere diversi legami con l’attualità degli ultimi anni anche se risale ad anni fa – prima delle città deserte, prima della guerra in Europa, prima della crisi economica. È una ballata elettrica avvolgente, un tappeto di synth che si aggiungono l’uno all’altro fino al crescendo finale in cui la musica sovrasta volutamente l’ultima promessa del protagonista.

    Lettera a C

    Ma è tutto il mondo intorno o siamo noi
    A essere diversi, perduti e vinti?

    Una canzone sull’amicizia, sulle sfide dell’età adulta, sulle scelte e sui rimpianti. “Lettera a C” è un brano pop dall’andamento classico, con la voce che si dispiega su un tappeto di synth, le chitarre e le voci che aggrediscono i ritornelli e la salda batteria di Diego Galeri a sostenerlo.

    Roma Raccordo Anulare

    Precipito in strada proiettile senza una meta
    Frequenza cardiaca alterata in accelerazione

    Ci ho messo dieci anni a scriverla, poi in studio con Dottori su suo suggerimento abbiamo rimescolato un po’ la struttura ed è venuto fuori secondo me uno degli episodi più riusciti del disco. C’è un riff di chitarra un po’ anni Novanta da cui è nato tutto cui si aggiungono i synth e la batteria dal suono volutamente rétro, come in tutto il disco, a creare un paesaggio sonoro perfetto per raccontare la corsa notturna in auto di un uomo in fuga da qualcosa da cui in realtà non riesce a fuggire.

    Io che vado a fondo

    Passerai un’altra notte a chiederti piangendo, ma dov’è che stiamo andando? 

    Probabilmente l’arrangiamento più sofisticato del disco per un brano inquieto e dolente sulle domande che è difficile farsi anche quando non possono più essere rimandate. Pianoforte e voce in primo piano prima del break in cui di nuovo un impasto di elettriche e synth sposta l’atmosfera della canzone, che si chiude poi con un riff di piano sospeso e dilatato.

    Più forte di me

    Con le mani o senza mani si cade
    Tu resta in piedi, sui tuoi piedi
    Non mollare

    Una confessione, un’ammissione di debolezza. Ma anche un’esortazione, una preghiera. Per citare alcuni versi di Patrizia Cavalli: C’era un modo sicuro per disinnescarmi: / tenermi tra le braccia e tanti baci, / baci e carezze e carezze e baci […]. Un valzer sghembo che si snoda su un tappeto di chitarre elettriche e synth, la voce in primo piano a cantare di cose difficili da dire. 

    Dove sei tu

    E adesso dove sei tu è dove con me non saresti stata mai
    E dove sono io è dove insieme non saremmo arrivati

    Scritta in un pomeriggio d’agosto, di getto, insieme a “La versione migliore di me”, è uno degli episodi più ritmati del disco. Uno sfogo a briglie sciolte, una presa di coscienza cantata a piena voce.

    Meno di pochissimo

    Non c’è niente da rifare, è solo un gioco, è un gioco
    Non c’è niente da imparare, ma sai precipitare? Sai non farti male? 

    Una storia non molto dissimile da quella di “Roma Raccordo Anulare” con un personaggio alle prese con ciò che resta dopo che l’ondata di marea si è ritirata. Un paesaggio in frantumi, dentro e fuori, da cui non si può far altro che ripartire. Dal punto di vista sonoro “Meno di pochissimo” forse è l’episodio più classico del disco per sonorità e costruzione, con acustiche, elettriche, organo e la batteria di Diego Galeri che portano al ritornello melodico e malinconico.

    Dove va l’amore?

    L’han visto illuminare la fine di settembre
    L’han visto rifiorire sulle labbra e poi svanire

    L’ombra incancellabile del Dylan di Oh, Mercy aleggia su questo pezzo. Una lunga ballata dal forte impianto ritmico che nel ritornello si apre in un coro quasi gospel. Assistere alla fine delle cose e chiedersi come sia potuto accadere. Cercare risposte, avanzare ipotesi, giocare con la memoria. Per poi ripartire dall’inizio, pronti per una nuova promessa.

    Elegia per la Strada del Tuono

    Quando il cielo si fa rosso a respirare non ci riesco
    Sono un cane senza l’osso, acqua asciutta dentro un fosso

    È un po’ come entrare a casa di una coppia di sconosciuti, mettersi a sedere e trovare sul tavolino basso di fronte al divano un album di foto. Lo apriamo e iniziamo a scorrere le immagini una dopo l’altra. Ho scritto questo brano più di dieci anni fa e a differenza di altri contenuti in Heartland non l’ho mai suonato dal vivo. Probabilmente è la canzone più personale che abbia mai scritto.

    La versione migliore di me

    Conta pure su di me
    Scacceremo il male che c’è

    Sapevo che a un certo punto avrei scritto una canzone su mia figlia. Cinque anni di attesa, poi un pomeriggio di fine agosto è venuta fuori questa: quasi una filastrocca sulla responsabilità, sul prendersi cura, sulla tenerezza. Mi è sembrato il modo più limpido e luminoso per chiudere Heartland.

    Ascolta: Spotify | Apple Music | YouTube | Tidal | Deezer | Amazon

    Acquista Heartland (libro + cd, solo libro o solo cd)

    Heartland verrà presentato dal vivo il 26 febbraio al Biko, Milano: acquista qui i biglietti

    Biografia

    Fabrizio Coppola (Milano, 1974) è un cantautore con cinque dischi all’attivo. Da La superficie delle cose(2003) fino a Waterloo (2011) e includendo il progetto parallelo in inglese dei Junkyards (Last Light on Earth, 2011), ha esplorato a fondo il suono e la scrittura di ispirazione americana, tenendo concerti in Italia, Francia, Germania e Svizzera. Con testi lirici che affrontano l’esperienza umana nel suo complesso, dalle tematiche intime e personali a quelle di sfondo sociale, dai lavori di Fabrizio Coppola emerge sempre un’umanità in lotta, magari dolente e ferita, ma mai intenzionata a sventolare la bandiera bianca.

    Ha scritto e interpreta dal vivo due spettacoli in cui mescola le sue due passioni principali, vale a dire la musica e la letteratura: American Life: Carver/Springsteen (diventato anche un podcast per Radio Popolare) e La vita segreta delle canzoni d’amore, su Nick Cave, le sue poesie e le riflessioni sulla scrittura e sulla vita contenute nella sua produzione libraria.

    Attivo in campo editoriale come traduttore e editor (nel 2018 ha fondato lo studio editoriale Carta), dà vita da cinque anni a Percorsi Americani, un corso di lettura sulla letteratura d’oltreoceano ed è autore e conduttore di Giocare col fuoco, contenitore radiofonico di musica e letteratura in onda ogni domenica dalle 14:30 alle 15:30 su Radio Popolare.

  • Tutto questo blu

    Tutto questo blu

    Si intitola “Tutto questo blu” il nuovo singolo di Fabrizio Coppola, disponibile su tutte le piattaforme dal 9 dicembre. Si ascolta qui.

    Il brano è il secondo estratto dal nuovo album del songwriter milanese, Heartland, con la produzione artistica di Giuliano Dottori e che vede la partecipazione di Diego Galeri alla batteria. Il disco, che arriva a undici anni dall’ultimo lavoro discografico di Coppola (Waterloo, ViaAudio/Venus, 2011), conterrà dieci canzoni e verrà pubblicato all’inizio del 2023 dalla label Musica Distesa. 

    “Tutto questo blu rappresenta il cuore pulsante del disco. È il brano intorno al quale ha preso vita il progetto nella mia testa, la scintilla da cui è nato tutto. Anche se l’ho scritto dieci anni fa, risuona con il presente in un modo tutto particolare e anche imprevisto: quando l’ho composto non sapevo come sarebbe stato il mondo nel momento in cui la canzone sarebbe stata pubblicata. È una canzone d’amore, ma anche un atto di resistenza, un manifesto.” 

    Cantata con una voce potente e fragile al tempo stesso, “Tutto questo blu” è una ballata larga, caratterizzata dal suono dei sintetizzatori analogici che si sovrappongono strato dopo strato, fino all’emozionante crescendo finale. Si ascolta qui.

    Per sostenere la produzione del disco è stato lanciato un crowdfunding: c’è ancora una settimana per partecipare e assicurarsi una copia di Heartland (disponibile in formato cd + libro) e scegliere tra le altre ricompense. Tutte le informazioni qui.

  • Heartland: il crowdfunding

    Heartland: il crowdfunding

    Pubblicare un nuovo album dopo undici anni di silenzio è un po’ come debuttare di nuovo, una seconda possibilità, l’occasione di riprendere un discorso che non è stato interrotto ma portato avanti in silenzio in tutti questi anni. E devo ammettere che sono emozionato come un ragazzino.

    Prodotto da Giuliano Dottori, Heartland conterrà undici canzoni caratterizzate da un suono che apre una nuova fase del mio percorso artistico.

    Nei miei dischi precedenti mi sembra di aver esplorato in profondità il suono del rock classico americano, dall’approccio quasi garage del mio debutto, La superficie delle cose, passando per il suono largo e classico di Una vita nuova e fino alle atmosfere tese ed elettriche di Waterloo – e mi piace citare anche la parentesi folk e roots del progetto Junkyards. Adesso avevo voglia di mescolare un po’ le carte e riprendere anche i suoni che mi hanno accompagnato nell’adolescenza, come ad esempio le batterie elettroniche e i sintetizzatori. E Giuliano Dottori era la persona giusta per dare vita al suono che avevo in mente.

    Heartland, la cui tematica principale sono le relazioni, verrà pubblicato nel formato cd + libro: in tutti questi anni infatti ho scritto un sacco di cose (racconti, poesie, testi di carattere personale) nate dalla stessa ispirazione che anima queste canzoni, così ho pensato che riunirle in un libro da allegare al cd fosse la cosa più sensata da fare per illustrare il progetto Heartland in tutte le sue sfaccettature.

    Su questa pagina avete la possibilità di sostenerci nella produzione del disco, scegliendo tra le ricompense elencate qui accanto, che riceverete direttamente a casa quando il lavoro sarà finito. Oltre a Heartland, ci trovate anche le mie precedenti produzioni e un paio di iniziative e pacchetti speciali. Nel video qui in alto vi racconto tutto in maniera più esaustiva.

    Sono sicuro che con il vostro aiuto, la vostra partecipazione e il vostro sostegno, riusciremo insieme a dar vita a questo nuovo capitolo della storia che ho iniziato a raccontare quasi vent’anni fa. E non vedo l’ora di salire su un palco per potervi cantare queste canzoni guardandovi finalmente negli occhi.

    Clicca qui per tutte le info

    Grazie

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